Giovedì 21 Giu 2018
 
Analisi del territorio PDF Stampa Email
Domenica 20 Settembre 2009 20:56

3.1. Inquadramento dell’area PAL
Il territorio che è stato definito quale base di riferimento per la costruzione del PAL ricomprende le aree di media e alta montagna delle provincie di Modena e Reggio Emilia.
Essa è delimitata ad est dal confine territoriale con la provincia di Bologna, ad ovest con quello della provincia di Parma, a sud dalla linea di crinale tosco-emiliana ed a nord da una linea direttrice amministrativa a livello comunale che separa la media montagna dalla collina.
Amministrativamente, il territorio appartiene alla giurisdizione delle due provincie di Modena e Reggio Emilia e, all’interno di esse, di 4 Comunità Montante (Appennino Modena Est, Frignano, Appennino Modena Ovest e Appennino Reggiano) e 31 comuni, di cui 18 in territorio modenese e 13 reggiano.
All’interno dell’area sono riconosciuti ed operano 3 Enti Parco Regionale (Sassi di Roccamalatina, Alto Appennino Modenese, Del Gigante), che possono ritenersi di rilevanza comunitaria e di protezione speciale (Rete natura 2000).
Dal punto di vista socio-economico, il territorio, nella sua globalità è da ritenersi a piena ruralità, senza eccezione in nessuna parte di esso o soluzioni di discontinuità.
Dal punto di vista idrogeologico, il territorio è caratterizzato da una fascia altimetricamente più bassa, fino intorno ai 600 m s.l.m, a sottosuolo prevalentemente argilloso-scaglioso confinante con la parte altimetricamente più elevata fino al crinale, ove prevalgono i sottosuoli arenacei, più stabili, con vegetazione arborea più consistente, vigorosa e coprente.
L’estensione territoriale dell’area PAL è pari a 2.057,78 Kmq di cui 1.121,22 in provincia di Modena e 930,56 in provincia di Reggio Emilia, in un unico corpo territorialmente contiguo senza la minima discontinuità o frammentazione.
All’interno dell’area, lo sviluppo dei Parchi regionali è pari a 394 Km quadrati equivalente al 16%.
L’intera area PAL, inoltre, è classificata tra le aree svantaggiate di cui all’art. 3 par. 3 della ex Direttiva CEE 75/268 e art. 17-18 Del Reg. CEE 1257/99.


3.1.1. Interazioni dell’area PAL con altre realtà
Le due sub-aree PAL modenese e reggiana, interagiscono in modo sostanziale coi rispettivi capoluoghi di provincia sia sotto l’aspetto economico - sociale che infrastrutturale e dei servizi, in particolare:

  • la sanità, in quanto è presso i due capoluoghi di provincia che si trovano i presidi più completi e la conduzione delle rispettive Aziende, anche se, all’interno delle sub-aree e nell’immediato fondovalle, vedi Pavullo e Castelnuovo Monti, e Vignola, Sassuolo, Scandiano trovano ubicazione presidi e sedi di distretto ad elevate prestazioni;
  • i trasporti, in quanto gli assi di comunicazione viaria a più rapido spostamento sono diretti in direzione nord-sud mentre sono estremamente problematici gli spostamenti est-ovest di tipo trasversale;
  • l’economia ed il mercato del lavoro in quanto le sub-aree PAL sono in qualche modo dipendenti o quanto meno fortemente influenzate dai distretti economici a valle; vale ad esempio il settore metalmeccanico, manifatturiero, ceramico, ecc, anche se è apprezzabile la rilevanza endogena legata essenzialmente alle specificità del territorio (agricoltura, turismo, commercio, ecc);
  • la scuola e cultura nel senso che i moduli più completi di scolarità superiore e quella universitaria sono nelle due città.
    Scarsa o quanto meno insufficiente è l’interazione della fascia di crinale del PAL con quella limitrofa toscana, seppure abbiano in comune molti aspetti (ambiente, turismo invernale, agro-alimentare, foreste, ecc).

Negli ultimi anni tuttavia la partnership tra i due territori di crinale ha fatto grossi passi avanti su aspetti qualificanti (Parchi, itinerari polifunzionali, vie storiche, governo del bosco, agro-alimentare legato ai piccoli frutti, ecc) ma l’interazione è ancora insufficiente e va implementata in attuazione dei PAL Leader +.


3.2. Il Sistema Ambientale

3.2.1 L’ambiente
L’area PAL si può distinguere, sostanzialmente in tre sub-aree estendentesi da nord verso sud ad un livello altimetricamente crescente:

  • la sub-area collinare basso-montana (dai 250 ai 600 m. s.l.m. circa) caratterizzata da un suolo mediamente o fortemente acclive a sistema vegetazionale poco vigoroso, con sottosuoli argillosi o argillosi-arenacei il cui punto di debolezza è la precarietà dell’assetto idrogeologico con alta propensione al dissesto;
  • la sub-area centrale di media - montagna (dai 600 al 900 m.s.l.m. circa) che è la più vantaggiata vuoi in termini di insediamento, di servizi, di collegamenti infrastrutturali, di stabilità dei suoli, di concentrazione delle attività economiche di ogni settore con suscettività di sviluppo plurisettoriale e integrato;
  • la sub-area di crinale (900 - 1.400 s.l.m. circa) confinante col territorio toscano, caratterizzata da un elevato indice di spopolamento e scarsa presenza di governo del territorio, ad economia essenzialmente legata al turismo, territorio ricco di emergenza forestali e di suoli a piena copertura soggetti a scarsa erosione e a piena stabilità.

Comunque, l’insieme dell’area è caratterizzato da un buon stato dell’ambiente da un elevato indice di suoli boschivi e prativi ad equilibrio naturale (26% del territorio).
In agricoltura è in atto e con dinamica crescente, l’accesso a processi produttivi che consentono l’ottenimento di produzioni eco-sostenibili e biologiche. Basti citare che le produzioni foraggiere, per l’85% sono ottenute con metodi biologici ma il processo sta interessando anche i comparti dei piccoli frutti, frutta minore e, soprattutto, allevamenti bovini da latte e la produzione del parmigiano-reggiano.
Le attività economiche, in via generale hanno raggiunto un buon livello di sostenibilità in tutti i settori (agro-zootecnico, P.M.I., ricettività turistica, ecc) e pochi o nulli i casi di precario impatto. Un fattore critico è rappresentato dalla propensione ad disserto che caratterizza le plaghe medio-montane argilloso-scagliose. Ricco e variegato il patrimonio di flora e fauna spontanea che si incrementa, quest’ultima, in coincidenza delle soste dei flussi migratori. La plaga di pre-crinale, infine, si caratterizza per una vasta consistenza di essenzialmente da fagus silvatica: l’intero sistema vegetale è un patrimonio ecologico di notevole valore.
Un fattore critico per la plaga di media montagna era rappresentato dalla presenza di una diffusa attività di estrazione di materiale argilloso, spesso praticata con metodi dirompenti ma che ora si sta progressivamente annullando con processo di sistemazione e restituzione vacazionale delle aree coinvolte. In conclusione si può affermare che l’ecosistema dell’area PAL è in equilibrio e l’indice di comapatibilità/sostenibilità ambientali dell’uso del territorio è positivo.

Infine, il territorio PAL ricomprende ben tre Parchi regionali:

N° Ord. Denominazione Parco/Riserva naturale Comuni Superficie
Km quadrati
1 Ente Parco Sassi di Roccamaltina (MO) Guiglia (parte) - Zocca (parte) 11
2 Ente Parco Alto Appennino Modenese (MO) Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato, Sestola 152
3 (*) Ente Parco del Gigante (RE) Busana, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Villa Minozzo 231
* Ora riconosciuto Parco nazionale con territori limitrofi della provincia di Parma e della Garfagnana.

Meritano segnalazione anche le Oasi naturalistiche orientate di Sassoguidano di Pavullo e di Festà di Marano (MO) estese complessivamente 8 Kmq.
Inoltre il territorio è ricco di emergenze architettoniche di interesse storico, soprattutto nella fascia di media montagna come testimonianza dell’arte sacra quali le pievi o collegati a personaggi famosi quali i castelli (famiglia Monteccuccoli, Matilde di Canossa, i Celti, ecc) che sono meta turistica abitudinaria ed una risorsa per il territorio medesimo.
Sono altresì degni di menzione le emergenza geologico - naturalistiche peculiari del territorio quali ad esempio i Sassi di Roccamalatina, la Pietra di Bismantova, ecc, veri e propri momenti della natura. Ancora, i percorsi o vie di percorrenza a piedi, a cavallo o in bicicletta legati al pellegrinaggio, alla transumanza per lavoro o a mete specifiche come i sentieri matildici, la via Vandelli, il sentiero dei Forestieri ecc, che ripercorrono territori interregionali tra Emilia - Toscana e Liguria. Infine, per quanto riguarda l’ambiente, oltre alle già ricordate tre aree a Parco, che rappresentano veri laboratori di compatibilità e sostenibilità delle attività economiche con l’ambiente, giova menzionare il buon stato complessivo dell’ambiente in forza della bassa pressione antropica.


3.2.2 Il territorio
Il territorio PAL si può definire come un "insieme di vallate e di dorsali" adagiate su un piano inclinato che dallo spartiacque appenninico confine di regione cala lentamente verso la pianura.
Sotto l’aspetto idrologico, idroclimatico e geologico, il territorio è un sistema assai diversificato, da una piovosità minima di 700 mm/anno della fascia nord, si sale lentamente fino ai 1.500 mm/anno di crinale e da un clima sostanzialmente temperato fino ad un temperato freddo. Si passa altresì da un sistema vegetazionale limitato della zona del quercentum fino al sistema coprente e vigoroso del fagetum freddo.
Questo sistema condiziona ed indirizza fortemente le attività economiche ed in specie l’agricoltura.
Infatti, nella fascia medio-montana l’agricoltura può considerarsi un modello sostanzialmente ripetuto di quello collinare e di fondovalle, mentre nella fascia media alta assume un connotato più marginale e con più stretta vocazionalità (foraggicoltura e eventualmente coltivazioni di nicchia).
In senso direzionale est-ovest, il territorio può sintetizzarsi in una serie ripetuta di dorsali e di fondovalle che si alternano su tutta l’area.
In via generale, le linee di dorsale e le linee di fondovalle hanno una caratteristica similare dal punto di vista socio-economico, espressa da una economia plurisettoriale, integrata e relativamente più forte in corrispondenza anche con le infrastrutture viarie e servizi più avanzati mentre le plaghe di sponda tra crinale e fondovalle sono prettamente rurali e agricole in particolare. In queste ultime plaghe, inoltre, emergono sacche di perifericità, di spopolamento e di sgretolamento del tessuto rurale e sociale (chiusura di bar, esercizi, uffici postali, negozi, ecc) per coerenza di massa critica.


3.3. Il sistema socio - economico

3.3.1 La situazione demografica

L’andamento demografico dell’area PAL ha visto, nel periodo ‘91/99, verificarsi un aumento tutt’altro che irrilevante: il 4,0% che è superiore sia alla media del territorio regionale.
Tale aumento è avvenuto, con dinamica crescente a partire dal 1996 in poi ed è da attribuirsi prevalentemente all’aumento del flusso immigratorio in gran parte extra-comunitario ma anche interterritoriale.
Infatti, nel periodo in considerazione, il saldo naturale è di segno negativo, compensato più che ampiamente, dal saldo migratorio.
Il flusso immigratorio si è concentrato, prevalentemente nella sub-area medio-montana e lungo gli assi di fondovalle e decisamente meno nella sub-area medio-alta e prospiciente il crinale che continua a perdere popolazione.
L’indice di vecchiaia dell’area risulta sensibilmente più alto rispetto la media interprovinciale di Modena e Reggio Emilia e dell’intera area appenninica eleggibile a Leader + ed alla media regionale.
L’indice di ricambio, viceversa, è leggermente più elevato rispetto all’intero territorio Leader + e la media interprovinciale mentre è sostanzialmente coincidente con la media regionale.
La piramide di età, nel complesso, confrontata con quella interprovinciale e regionale non evidenzia uno squilibrio demografico di particolare rilevanza e gravità delle classi > 25 - 45 < anni.

Flussi migratori e variazioni popolazione

AREA LEADER+ saldo naturale % saldo migratorio % Variazione pop. 91 - 99 V.A. %
FANANO -24 -0,8 16 0,6 -36 -1,2
FIUMALBO -8 -0,5 -5 -0,4 -39 -8,9
FRASSINORO -14 -0,6 -11 -0,5 -109 -8,4
GUIGLIA -31 -0,9 140 4,0 590 19,9
LAMA MOCOGNO -20 -0,7 45 1,5 -15 -0,5
MARANO S. PANARO -30 -0,9 150 4,0 310 9,5
MONTECRETO -9 -1,0 -5 -0,5 -84 -8,1
MONTEFIORINO -29 -1,1 48 2,0 16 0,7
MONTESE -22 -0,7 22 0,7 -8 -0,3
PALAGANO -18 -0,7 51 2,0 25 5,2
PAVULLO N. FRIGNANO -55 -0,3 246 1,4 1.191 8,9
PIEVEPELAGO -15 -0,7 14 0,7 -28 -1,3
POLINAGO -21 -1,0 58 3,1 -21 -1,1
PRIGNANO -26 -0,7 76 2,2 381 12,3
RIOLUNATO -17 -2,3 -5 -0,7 -91 -10,9
SERRAMAZZONI -40 -0,6 186 3,0 1.008 18,6
SESTOLA -27 -1,0 19 0,7 -60 -2,2
ZOCCA -26 -0,6 129 2,9 270 6,4
BAISO -11 -0,3 39 1,1 39 1,1
BUSANA -16 1,2 -7 -0,5 -70 -7,0
CARPINETI -31 -0,9 7 0,2 53 1,6
CASINA -32 -0,8 40 0,9 100 2,5
CASTELNOVO NE’ MONTI -8 -0,2 21 0,4 54 1,3
CANOSSA -72 -0,7 65 0,6 366 3,7
COLLAGNA -12 -1,2 -14 -1,4 -18 -1,6
LIGONCHIO -21 -2,0 -9 -0,8 -158 -13,0
RAMISETO -14 -0,9 -1 0 -75 -5,0
TOANO -14 -0,3 17 0,4 237 5,9
VETTO -30 -1,4 2 0,1 1 0
VIANO -12 -0,4 35 1,2 281 10,5
VILLA MINOZZO -50 -1,1 22 0,5 112 2,7
TOTALE -741 -0,7 1.391 1,4 4.197 4,0


Indici di vecchiaia e ricambio
AREA LEADER+ Indice di vecchiaia maschile Indice di vecchiaia femminile Indice di vecchiaia totale Indice di ricambio maschile Indice di ricambio femminile Indice di ricambio totale
FANANO 238,7 313,3 278,0 150,8 176,9 162,8
FIUMALBO 253,1 383,6 319,8 84,0 169,2 113,2
FRASSINORO 317,3 438,2 377,2 168,8 170,4 169,6
GUIGLIA 166,1 214,1 189,2 169,4 188,9 179,2
LAMA MOCOGNO 285,7 361,8 312,6 204,9 226,7 216,3
MARANO S. PANARO * 160,7 226,5 191,6 158,6 200,0 176,8
MONTECRETO 408,6 431,7 421,1 231,3 117,4 164,1
MONTEFIORINO 250,4 399,1 317,2 170,2 217,9 189,6
MONTESE 280,8 324,2 302,3 210,0 163,4 184,7
PALAGANO 188,2 300,0 242,4 159,6 140,0 149,5
PAVULLO N. FRIGNANO 135,1 194,7 163,8 128,7 130,7 129,7
PIEVEPELAGO 180,5 315,2 242,0 109,4 190,0 144,1
POLINAGO 308,7 464,8 377,9 151,1 172,1 161,4
PRIGNANO 272,9 154,2 194,2 104,0 109,8 106,8
RIOLUNATO 362,5 378,8 373,8 163,2 275,0 206,5
SERRAMAZZONI 115,3 174,8 142,5 114,7 148,4 130,6
SESTOLA 216,3 342,1 274,4 205,0 153,6 175,0
ZOCCA 187,1 249,8 217,5 195,2 139,8 165,9
BAISO 163,7 208,5 195,6 189,0 141,8 164,5
BUSANA 232,8 387,1 316,3 188,5 171,4 179,6
CARPINETI 168,5 223,7 205,1 139,7 116,3 127,4
CASINA 211,6 251,0 231,8 167,1 114,8 137,4
CASTELNOVO NE’ MONTI 164,7 194,9 180,8 123,9 151,0 136,4
CANOSSA 151,8 235,4 190,9 126,2 142,5 134,1
COLLAGNA 487,1 650,0 576,2 128,6 206,2 156,3
LIGONCHIO 516,1 780,6 648,4 223,5 276,9 246,7
RAMISETO 400,0 466,1 433,1 142,8 153,8 147,5
TOANO 151,6 217,5 181,7 140,6 98,3 118,3
VETTO 268,3 347,6 307,7 188,1 258,8 219,7
VIANO 123,0 176,7 148,8 137,0 147,5 141,5
VILLA MINOZZO 288,1 365,3 324,9 171,7 191,4 180,6
TOTALE 189,5 256,4 222,3 183,5 140,8 149,7


Popolazione per fasce di età
COMUNI
LEADER+
<25 anni % su totale >25 <40 anni % su totale >40 < 60 anni % su totale >60 anni % su totale Totale
FANANO 549 18,96 578 19,96 751 25,93 1.018 35,15 2.896
FIUMALBO 277 19,57 280 19,79 353 24,95 505 35,69 1.415
FRASSINORO 405 17,86 403 17,78 509 22,45 950 41,90 2.267
GUIGLIA 741 20,88 894 25,20 851 23,98 1.062 29,93 3.548
LAMA MOCOGNO 555 18,35 630 20,83 712 23,54 1.127 37,27 3.024
MARANO S. PANARO 129 19,66 120 18,29 151 23,02 256 39,02 656
MONTECRETO 161 16,80 156 16,28 257 26,83 384 40,08 958
MONTEFIORINO 451 19,21 453 19,29 507 21,59 937 39,91 2.348
MONTESE 603 19,09 653 20,67 727 23,01 1.176 37,23 3.159
PALAGANO 532 21,23 492 19,63 607 24,22 875 34,92 2.506
PAVULLO N. FRIGNANO 3.415 23,44 3.513 24,11 3.622 24,86 4.020 27,59 14.570
PIEVEPELAGO 449 21,14 462 21,75 486 22,88 727 34,23 2.124
POLINAGO 330 17,66 367 19,65 413 22,11 758 40,58 1.868
PRIGNANO 874 25,04 809 23,18 860 24,64 947 27,13 3.490
RIOLUNATO 127 17,02 137 18,36 175 23,46 307 41,15 746
SERRAMAZZONI 946 21,34 1.148 25,90 1.122 25,31 1.217 27,45 4.433
SESTOLA 502 18,62 573 21,25 704 26,11 917 34,01 2.696
ZOCCA 946 21,10 904 20,16 1.195 26,66 1.438 32,08 4.483
BAISO 332 21,87 356 23,45 354 23,32 476 31,36 1.518
BUSANA 245 18,23 253 18,82 341 25,37 505 37,57 1.344
CARPINETI 893 21,55 910 21,96 1.006 24,28 1.355 32,70 4.144
CASINA 996 23,42 919 21,61 1.044 24,55 1.294 30,42 4.253
CASTELNOVO NE’ MONTI 2.298 22,78 2.277 22,57 2.467 24,46 3.044 30,18 10.086
CANOSSA 757 22,34 739 21,81 877 25,88 1.015 29,96 3.388
COLLAGNA 168 16,73 174 17,33 230 22,91 432 43,03 1.004
LIGONCHIO 147 14,00 179 17,05 248 23,62 476 45,33 1.050
RAMISETO 263 18,33 234 16,31 337 23,48 601 41,88 1.435
TOANO 1.013 24,05 945 22,43 1.035 24,57 1.219 28,94 4.212
VETTO 395 18,54 423 19,86 508 23,85 804 37,75 2.130
VIANO 719 24,41 706 23,97 746 25,33 774 26,28 2.945
VILLA MINOZZO 810 19,39 779 18,64 922 22,07 1.667 39,90 4.178
TOTALE 21.028 21,27 21.466 21,71 24.117 24,38 32.283 32,64 98.894

 

Popolazione femminile
AREA LEADER+ <25 anni % su tot femminile >25 <40 anni % su tot femminile >40 anni % su tot femminile Totale % su popolazione totale
FANANO 261 17,42 284 18,96 953 63,62 1498 51,73
FIUMALBO 140 18,97 150 20,32 448 60,70 738 52,15
FRASSINORO 212 18,18 208 17,84 746 63,98 1.166 51,43
GUIGLIA 384 22,22 451 26,10 893 51,69 1.728 48,70
LAMA MOCOGNO 282 18,35 318 20,69 937 60,96 1.537 50,83
MARANO S. PANARO 66 16,58 62 15,58 270 67,84 398 60,67
MONTECRETO 83 17,40 80 16,77 314 65,83 477 49,79
MONTEFIORINO 244 21,29 241 21,03 661 57,68 1.146 48,81
MONTESE 315 19,97 330 20,93 932 59,10 1.577 49,92
PALAGANO 279 21,88 248 19,45 748 58,67 1.275 50,88
PAVULLO N. F. 1.794 24,25 1.804 24,39 3.799 51,36 7.397 50,77
PIEVEPELAGO 228 20,73 240 21,82 632 57,45 1.100 51,79
POLINAGO 168 168 189 189 549 549 906 48,50
PRIGNANO 450 26,30 421 24,60 840 49,09 1.711 49,03
RIOLUNATO 66 18,33 74 20,55 220 61,11 360 48,25
SERRAMAZZONI 475 20,61 588 25,50 1.242 53,88 2.305 52,00
SESTOLA 259 18,75 290 21,00 832 60,25 1.381 51,22
ZOCCA 490 21,93 459 20,55 1.285 57,52 2.234 49,83
BAISO 162 20,15 180 22,39 462 57,46 804 52,96
BUSANA 127 17,86 125 17,58 459 64,56 711 52,90
CANOSSA 394 23,09 340 19,93 972 56,97 1.706 50,35
CARPINETI 458 22,06 421 20,28 1.197 57,66 2.076 49,85
CASINA 508 23,54 438 20,30 1.212 56,16 2.158 50,74
CASTELNUOVO NE’ MONTI 1.094 21,23 1.128 21,89 2.932 56,89 5.154 47,46
COLLAGNA 71 14,31 73 14,72 352 70,97 496 49,40
LIGONCHIO 72 13,61 65 12,29 392 74,10 529 50,38
RAMISETO 126 17,87 104 14,75 475 67,37 705 49,13
TOANO 486 23,89 423 20,80 1.125 55,31 2.034 48,30
VETTO 194 18,06 201 18,71 679 63,22 1.074 50,42
VIANO 339 23,57 439 30,52 660 45,90 1.438 48,83
VILLA MINOZZO 396 19,12 360 17,38 1.315 63,49 2.071 49,57
TOTALE 10.623 21,29 10.734 21,51 28.533 57,20 49.890 50,45


Popolazione maschile
AREA LEADER+ <25 anni % su tot maschi >25 <40 anni % su tot maschi >40 anni % su tot maschi Totale % su popolazione totale
FANANO 288 20,60 294 21,03 816 58,37 1.398 49,27
FIUMALBO 137 20,24 130 19,20 410 60,56 677 47,85
FRASSINORO 193 17,53 195 17,71 713 64,76 1.101 48,57
GUIGLIA 357 19,61 443 24,34 1.020 56,04 1.820 51,30
LAMA MOCOGNO 273 18,36 312 20,98 902 60,66 1.487 49,17
MARANO S. PANARO 63 24,42 58 22,48 137 53,10 258 39,33
MONTECRETO 78 16,22 76 15,80 327 67,98 481 50,21
MONTEFIORINO 207 17,22 212 17,64 783 65,14 1.202 51,19
MONTESE 288 18,20 323 20,42 971 61,38 1.582 50,08
PALAGANO 253 20,55 244 19,82 734 59,63 1.231 49,12
PAVULLO N. F. 1.621 22,60 1.709 23,82 3.843 53,57 7.173 49,23
PIEVEPELAGO 221 21,58 222 21,68 581 56,74 1.024 48,21
POLINAGO 162 16,84 178 18,50 622 64,66 962 51,50
PRIGNANO 424 23,83 388 21,81 967 54,36 1.779 50,97
RIOLUNATO 61 15,80 63 16,32 262 67,87 386 51,75
SERRAMAZZONI 471 22,13 560 26,31 1.097 51,55 2.128 48,00
SESTOLA 243 18,48 283 21,52 789 6,00 1.315 48,78
ZOCCA 456 20,27 445 19,79 1.348 59,94 2.249 50,17
BAISO 170 23,81 176 24,65 368 51,54 714 47,04
BUSANA 118 18,64 128 20,22 387 61,14 633 47,10
CANOSSA 363 21,58 399 23,72 920 54,70 1.682 49,65
CARPINETI 435 20,83 489 23,42 1.164 55,75 2.088 50,15
CASINA 488 23,29 481 22,96 1.126 53,75 2.095 49,26
CASTELNUOVO NE’ MONTI 1.204 24,41 1.149 23,30 2.579 52,30 4.932 52,54
COLLAGNA 97 19,09 101 19,88 310 61,02 508 50,60
LIGONCHIO 75 14,39 114 21,88 332 63,72 521 49,62
RAMISETO 137 18,77 130 17,81 463 63,42 730 50,87
TOANO 527 24,20 522 23,97 1.129 51,84 2.178 51,70
VETTO 201 19,03 222 21,02 633 59,94 1.056 49,58
VIANO 380 25,21 267 17,72 860 57,07 1.507 51,17
VILLA MINOZZO 414 19,65 419 19,89 1.274 60,46 2.107 50,43
TOTALE 10.405 21,23 10.732 21,90 27.867 56,87 49.004 49,55
Fonte: Uffici statistici delle Provincie di Modena e Reggio Emilia, aggiornati al 31/12/2000 ed elaborazioni GAL.

Note: i dati riportati nelle tabelle per quanto riguarda i Comuni derogati, sono stati elaborati relativamente alle sole aree incluse nel PAL


3.3.2 La partecipazione al mercato del lavoro

Gli addetti
Settore N° addetti % su totale
a) agricoltura, caccia e silvicoltura 5.564 17,54
b) pesca, piscicoltura e servizi connessi 15 0,06
c) estrazione di minerali 90 0,35
d) attività manifatturiere 8.265 31,77
e) produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua 100 0,38
f) costruzioni 3.830 14,72
g) commercio ingrosso e dettaglio; riparazione di auto, moto e beni personali 3.749 14,61
h) alberghi e ristoranti 1.835 7,05
i) trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 995 3,82
j) intermediazione monetaria e finanziaria 211 0,81
k) attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, profess. ed imprendit. 1.266 4,87
l) pubblica amministrazione 0 0,00
m) istruzione 65 0,25
n) sanità e altri servizi sociali 399 1,53
o) altri servizi pubblici, sociali e personali 634 2,44
Totale 27.018 100,00
Fonte: Uffici Statistici, CCIAA di Modena e Reggio Emilia aggiornati al 31/12/2000

La popolazione attiva (in condizione professionale)
LEADER+ Femminile % su tot Maschile % su tot <25 anni % su tot >25 <40 anni % su tot >40 anni % su tot Totale

Totale

15.303

37,68

25.312

62,32

7.181

17,68

13.082

32,21

20.352

50,11

40.615

Fonte: Uffici statistici provincie di Modena e Reggio Emilia a base dati ISTAT censimento popolazione anno 1991.

Note: I dati riportati nelle tabelle, per quanto riguarda i comuni erogati, sono stati rielaborati relativamente alle sole aree incluse nel PAL.

La disoccupazione
AREA LEADER+ Femminile % su tot Maschile % su tot <25 anni % su tot >25 <40 anni % su tot >40 anni % su tot Totale

Totale

2.547

69,10

1.134

30,81

982

26,68

1.528

41,51

1.171

31,81

3.681

Fonte: Centri provinciali per l’impiego di Pavullo, Castelnuovo né Monti, Vignola, Sassuolo e Scandiano: dati in tempi aggiornati all’11/02/2002.


3.3.2 La partecipazione al mercato del lavoro
Per quanto riguarda il mercato del lavoro ed in particolare il ragionamento che si può attivare a partire dai dati delle tabelle, ricorre una precisazione d’obbligo:
In via generale, tutti i dati elencati nelle tabelle del punto 3.3.1, sono ad alta attendibilità e riconducibili alla situazione aggiornata del 31/12/2000;
Per gli addetti, di cui al punto 3.3.2, valgono le stesse considerazioni;
La popolazione attiva (in condizione professionale), è riferita al censimento dell’anno 1991 e, quindi, rispecchia solo in parte la dinamica in essa contenuta; un’analisi effettuata a fini di programmazione interna dagli uffici statistici delle provincie di Modena e Reggio Emilia metterebbe in evidenzia i seguenti aspetti significativi ai fini di una possibilità di ragionamento più coerente:
Tra il 1991 e 2000 si riscontrerebbe una diminuzione della popolazione attiva in condizioni professionali pari a 7.501 unità pari al 18.47% dovuta ad aumento di scolarità, e di accesso al pensionamento di anzianità, solo in parte compensato da una diminuzione delle casalinghe;
Qualitativamente, si denota una dinamica di riequilibrio tra i sessi, a favore del sesso femminile;
L’invecchiamento tendenziale della popolazione rafforza le classi di età da 50 anni ed oltre;
Il dato sulla disoccupazione è stato assunto presso i Centri per l’impiego interessati aggiornato in tempi reali e denota un valore più che doppio rispetto al dato del Censimento il che lo quantifica in 1.561 unità segno che l’aumento della popolazione con forte connotato di componente extra-comunitaria ha coinciso con un pari aumento di richiesta di lavoro.
Siamo più propensi a riconoscere più aderente alla realtà le stime che evidenziano la riduzione della popolazione attiva e l’incremento del tasso di disoccupazione sostanzialmente riconducibile al flusso immigratorio.
Emerge però un dato qualitativo del mercato dal lavoro che segna una discontinuità rispetto il recente passato:
la crescita dell’offerta occupazionale prevalentemente verso due direttrici: il profilo generico (il più basso livello di professionalità) e la specializzazione (professionalità orientata);
l’occupazione flessibile ed a tempo determinato in forte crescita rispetto a quella a tempo indeterminato e contrattualmente definita;
l’avvio al lavoro accompagnata dalla messa a disposizione di servizi da parte del datore di lavoro (casa, trasporto).
Emerge, infine, una tendenza alla polarizzazione delle opportunità verso le aree forti, assi infrastrutturali di comunicazione a scapito delle aree più periferiche ed interne.


3.3.2.1 La partecipazione femminile al mercato del lavoro
La partecipazione femminile alle opportunità occupazionali in area PAL, così come nell’intero territorio interprovinciale è significativa.
E’ pur vero che il tasso di disoccupazione femminile è, in area PAL ma sostanzialmente anche nel territorio interprovinciale superiore di 1,5 punti rispetto quello maschile ma a ciò fa riscontro un crescente avvio al lavoro delle unità femminili.
Tuttavia tra gli iscritti nelle liste degli uffici provinciali per l’occupazione in attesa di avvio al lavoro prevalgono le donne rispetto agli uomini ed in particolare presso la popolazione immigratoria extra-comunitaria.
Ancora, le donne iscritte alle liste con anzianità di iscrizione da oltre 6 mesi sono concentrate nella fascia di età > 35 - 45 < anni e nella tipologia di "generico".


3.3.2.2 La partecipazione dei giovani al mercato del lavoro
Per quanto riguarda la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro è da ritenersi leggermente più bassa rispetto il livello interprovinciale ed in linea col dato regionale.
Due, essenzialmente, i fenomeni di tipo qualitativo che l’occupazione giovanile manifesta sul territorio: tendenza globale su livelli di sostanziale piena occupazione ma con l’eccezione della manodopera generica e dei diplomati e laureati, ambedue queste categorie denotano segni di sofferenza di accesso al mondo del lavoro. Viceversa, vi è la pressoché piena occupazione delle professioni intermedie (operai specializzati, esperti, ecc).
Questa dinamica è pienamente confermata dalla lettura delle liste di attesa di chiamata al lavoro presso i Centri per l’impiego.


3.3.3. Le specificità socioeconomiche del sistema produttivo
Il contesto produttivo ed economico denota nell’area un certo equilibrio intersettoriale permanendo però compiutamente le caratteristiche di ruralità.
Tuttavia è in atto un progressivo ma lineare e costante spostamento verso i settori secondario e terziario in termini sia di addetti che di produzione di beni e servizi.
Il settore primario che mantiene tutt’ora un peso relativamente importante sia in assoluto che in rapporto tra area PAL e intero contesto interprovinciale, sta progressivamente restringendosi a favore degli altri settori.
I dati peraltro provvisori del censimento agricolo ancora in fase di elaborazione, raffigurano un calo del numero delle aziende e di addetti intorno al 25% nel segno di un processo di razionalizzazione e concentrazione non sempre fisiologico.


3.3.3.1. L’agricoltura

L’attività agricola e relative connessioni (agroalimentare, polifunzionalità, ecc) occupa nell’area circa il 20% delle aziende e degli addetti del territorio interprovinciale con tendenza diminuzione.
La produzione cardine dell’area è il lattiero-caeseario ed in particolare il Parmigiano-reggiano che nell’intera filiera agro-alimentare copre l’89% della P.L.V. ed ha il suo epicentro nella fascia medio-basso montana.
Contornano la produzione principale tutta una serie di produzioni minori o di nicchia (zootecnia, vegetali, piccoli frutti, apicoltura, etc) ma soprattutto un avvio di attività polifunzionali incernierate sul sub-strato agricolo (agriturismo, bed&breakfast, fattorie aperte).
Le produzioni, sia del comparto primario, il Parmigiano-reggiano, sia dei comparti minori o di nicchia, vengono ottenute, in via generale, con metodi e processi che vanno sempre più orientandosi verso garanzie di qualità e salubrità al consumatore e nel rispetto dell’ambiente.
Infatti, la filiera di produzione del Parmigiano-reggiano evidenzia un crescente accesso alla certificazione di processo, alla valutazione e retribuzione del prodotto secondo parametri di qualità e, in casi limitati all’avvio del metodo biologico-biodinamico, pur con notevoli difficoltà.
Le produzioni foraggere, base primaria dell’alimentazione bovina locale, per l’85% delle superfici osserva metodi di produzione biologici.
Sul versante ambientale, i risultati raggiunti in termini di stoccaggio e spandimento dei reflui sono notevolissimi tanto che i più recenti dati di analisi delle acque superficiali dell’area effettuati dall’ARPA, raffigurano una piena compatibilità.
Quanto alle produzioni minori o di nicchia, in gran parte valgono le considerazioni già fatte, si può aggiungere semmai un maggior accesso a processi produttivi eco-compatibili e biologici.
Il sostegno al settore nei suoi termini consolidati viene attuato a titolo delle misure del PRSR e di altri canali settoriali, mentre la ricerca di uno slancio innovativo che orienti il settore verso spazi nuovi ricade sul Leader.


3.3.3.2. L’artigianato e la piccola industria
In termini di addetti il settore occupa poco più del 6% degli addetti dell’intero territorio interprovinciale e circa il 10% del numero delle aziende.
L’artigianato è pressoché abbastanza uniformemente distribuito nell’area, con tuttavia punti forti e punti deboli, ed ha, due distinti connotati di tipo produttivo:

  • l’artigianato produttivo standard nei comparti dell’edilizia, della meccanica, del trasporto, ed attività ad esse commesse;
  • l’artigianato storico-artistico e d’epoca nei settori della pietra, del legno, dei metalli, del decoro, alimentare, etc.

La piccola industria viceversa trova punti di concentrazione in prossimità di taluni centri forti (es. Pavullo nel Frignano e Castelnuovo né Monti) e lungo gli assi viari di penetrazione tra aree di fondovalle ed epicentro dell’area PAL (es. Fondovalle Secchia e Panaro).
I principali comparti produttivi sono legati al ceramico, al metalmeccanico, all’edilizia, all’agroalimentare.
Complessivamente però si può parlare di un assetto produttivo di tipo diffuso sul territorio, garantito soprattutto dall’artigianato locale, essenzialmente endogeno, con un minor peso nella fascia sud del territorio in prossimità del crinale.
Il sistema ha potuto garantire fino ad ora un elevato tasso di occupazione, un buon livello di competitività dei prodotti, e servizi un buon livello di compatibilità ambientale e, infine, una notevole capacità di attrarre altri investimenti e risorse endogene e non.
Non mancano tuttavia limiti e difficoltà crescenti che mettono in discussione la capacità di tenuta del sistema stesso:

  • difficoltà di accesso all’innovazione tecnologica ed organizzativa;
  • difficoltà e ritardi nella adozione di metodi e sistemi di raccordo con il mercato;
  • problemi di competitività in un mercato sempre più aperto;
  • problemi di integrazione intra e intersettoriali;
  • difficoltà di ricambio generazionale e nuova imprenditoria.


3.3.3.3. Il turismo e commercio
Il turismo, collegato, abbastanza strettamente alle caratteristiche rurali e peculiari del territorio (bellezze naturali, gastronomia e prodotti tipici, emergenze storico-culturali, ecc) rappresenta una fonte occupazionale e di reddito consistente.
La dotazione ricettiva sia alberghiera che extra-alberghiera è abbastanza uniformemente diffusa su tutto il territorio, anche se presenta punti di concentrazione in corrispondenza dei "poli" turistici più qualificati (es. Sestola) ma, quanto alle categorie di qualità, denota delle carenze.
Le presenze turistiche hanno, essenzialmente, una connotazione stagionale o bistagionale anche se, in questo ultimo periodo, sono in sensibile aumento le funzioni e le presenze pluristagionali.
Altro connotato sempre più visibile delle presenze turistiche è la durata breve (mordi e fuggi).
Il commercio è, abbastanza strettamente, collegato alle specificità del territorio e, soprattutto al turismo.
Per quanto riguarda, in particolare, la ristorazione, è diffusa su tutto il territorio PAL e fa riferimento alle specificità culinarie e gastronomiche locali e dei prodotti tipici (pasta, salumi, funghi e frutti del sottobosco, ecc.).
Inoltre, la gastronomia ha una rilevante integrazione intra ed extra-settoriale, in particolare con l’agricoltura, l’agriturismo, il sistema dei Parchi, ecc.
Tuttavia, turismo e commercio manifestano segni di sofferenza e di difficoltà, taluni in aumento:

  • inadeguata dinamica del processo di qualificazione delle strutture ricettive e dell’offerta;
  • carenze di qualificazione e formazione dell’imprenditoria;
  • scarso raccordo organizzativo;
  • lentezza nell’accesso ai nuovi strumenti e tecnologie di accesso al mercato (e-commerce, tele-prenotazione, ecc);
  • non pieno utilizzo delle specificità e peculiarità del territorio e delle sue bellezze e segni;
  • difficoltà di ricambio generazionale.

Il PIL, a dati 1998 su base dell’intero territorio delle provincie di Modena e Reggio Emilia, che è il livello minimo di aggregazione disponibile è il seguente:

PIL (Mio di Euro) territorio provincie Modena e Reggio Emilia
Agricoltura Industria Commercio
Terziario
Servizi
Trasporti
e
servizi
Credito
Assicurazione
Altri
Servizi
Totale
669 2,84 9.026 38,29 3.953 16,77 1.395 5,91 1.081 4,58 7.450 31,60 23.574 100,00
Fonte: Istituto Guglielmo Taglicarne aggiornato 1998. Dati gentilmente forniti dagli uffici statistici delle provincie di Modena e Reggio Emilia.

Si è poi proceduto a stimare il PIL in area PAL sulla base di altri elementi disponibili a livello comunale o distrettuale quali il reddito disponibile alle famiglie di pari fonte, i rapporti annuali sulle struttura ed il prodotto lordo dei vari settori elaborati dalle due provincie e camere si commercio, le relazioni annuali sullo stato dell’agricoltura addivenendo ai sotto elencati dati di stima:

PIL (Mio di Euro) TERRITORIO PAL
Agricoltura Industria Commercio
Terziario
Servizi
Trasporti
e
servizi
Credito
Assicura
Zione
Altri
Servizi
Totale
174 8,82 569 28,88 431 21,81 135 6,82 118 5,85 549 27,81 1.976 100,00

Il confronto tra le due tabelle mette in evidenza come il PIL in area PAL sia stimabile ad un valore del 8,3% sul totale, quello dell’agricoltura sale dal 2,8% al 6,8% mentre la componente denominate resta comunque l’industria col 38,29% a scala interprovinciale ed il 29% in area PAL.

Valore Pro-capite del PIL e RD del territorio PAL 1998

PIL Є / abit R.D. Є / abit
Territorio
Interprovinciale
Territorio
PAL
Territorio
interprovinciale
Territorio
PAL
22.496 19.980 17.308 14.128

Fonte: Quanto al reddito disponibile, sono stati assunti i dati dello Studio Guglielmo Tagliacarne già presente disaggregato a livello comunale. Quanto al PIL, i dati della stessa riferiti ai territori delle due provincie, mentre per il territorio PAL sono stati stimati come specificato per la tabella precedente.

Un confronto tra il PIL 1990 e 1998 mette in evidenzia un incremento globale del 27%, e per abitante del 26% mentre quello della componente agricola scende, rispettivamente del 7,9% e dell’8,2%.
Quanto alla forbice tra Reddito disponibile e PIL, in area PAL, pari al 26% c.a, nell’ultimo decennio si è andata leggermente allargando, segno di un crescente apporto esterno nella formazione del PIL.


3.4. Il sistema dell’innovazione
Difficile valutare il tema dell’innovazione a scala territoriale così ristretta e strettamente dipendente dal contesto più ampio.
Tuttavia, il territorio segue le dinamiche di sviluppo e di innovazione che il quadro economico più generale induce e mutua ovunque.
Semmai, un freno all’accesso ai sistemi e tecnologie innovative sul territorio rispetto al contesto provinciale e delle aree più favorite è rappresentato dalla dimensione inferiore delle imprese in tutti i settori produttivi (agricoltura, piccola industria-artigianato-commercio).
Si può in buona sostanza dire che il sistema economico locale accede all’innovazione, in via generale, in tempi e modi leggermente differiti rispetto le aree più favorite della pianura e dei grossi centri.
Pesa altresì, nella dinamica di accesso, le condizioni di generale sfavore in tema di infrastrutture e servizi.


3.5. La concertazione degli interventi di sviluppo locale
La fase di programmazione Leader ha coinciso temporalmente con quella di altri importanti strumenti di programmazione che, in via generale ricadono sullo stesso territorio. Questi adempimenti hanno coinvolto le Istituzioni locali e le Parti economiche e sociali del territorio in un serrato confronto sui temi e sugli obiettivi. Il GAL, in questo contesto, si è posto in un ruolo attivo di cerniera, di interpretazione, di sintesi delle specifiche esigenze e di piena disponibilità ad interpretare anche nella fase attuativa dei vari programmi un ruolo interattivo. Questo processo di concertazione ha portato alla individuazione di un quadro complessivo ove ciascun programma viene visto in termini di complementarità e sinergia rispetto al contesto. L’analisi comparativa di tutti gli strumenti di intervento è stata effettuata alla luce dell’attuale stadio di definizione dei vari programmi a livello locale.
In particolare, mentre per alcuni strumenti è già chiara la sfera di applicabilità sul territorio, per altri non lo è ancora compiutamente.
Tra gli strumenti definiti compiutamente si richiama:

  • il PRSR assi 1-2-3;
  • i Piani di sviluppo delle Comunità Montane;
  • il DOCUP Ob. 2 asse 1 - 2;
  • il Patto Territoriale agricolo appennino modenese;
  • il Patto generale delle provincie di Modena e Reggio Emilia;
  • il Progetto APE per tutto il territorio PAL ed in particolare le zone Parco.

Per questi ultimi strumenti, è in atto stretta la concertazione con le due Amministrazioni Provinciali di Modena e Reggio Emilia. Il quadro complessivo degli strumenti di programmazione fa si che il PAL si collochi in un contesto di:

  • animazione e attività preparatoria alle condizioni necessarie per il decollo delle azioni/progetti eleggibili sugli altri strumenti;
  • sinergia, contribuendo a perfezionare o implementare le condizioni o le opportunità per il raggiungimento degli obiettivi;
  • complementarità, ricercando gli spazi non occupati dagli altri strumenti (animazione, supporto, progettazione, marketing, ecc);
  • sostituibilità solo in talune realtà oltremodo svantaggiate ove gli altri strumenti non si collocano o non sono sufficienti al decollo delle iniziative.
Il PAL, a tal fine, prevede una azione concertata di "Animazione e promozione territoriale" che riguarda sia Leader + che gli altri programmi. L’azione, oltre a generare chiarezza e completezza di informazione, assistenza e sostegno alle iniziative dell’area nei confronti dei potenziali beneficiari e dei cittadini, dovrebbe anche snellire, semplificare e rendere più efficace e trasparente l’attività delle Amministrazioni locali.