Giovedì 21 Giu 2018
 
Valutazione "EX ANTE" PDF Stampa Email
Domenica 20 Settembre 2009 20:57
4.1 Premessa

Il presente capitolo è stato redatto da

COOPERGA - CONSULENZA PER L'ECONOMIA S. C. A R. L.

Via Emilia Ovest, 101 - MODENA

Sulla base dell'incarico che il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano le ha conferito con deliberazione consiliare del 2 Aprile 2001.

La stesura di questo capitolo è stata realizzata mediante la rivisitazione del materiale documentale disponibile presso il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano, utilizzando la documentazione disponibile nelle sedi e nei siti internet di Regione Emilia Romagna, Provincie e Camere di Commercio di Modena e Reggio Emilia ed in altri siti istituzionali, di associazioni, di enti ed aziende diversi. Si è inoltre utilizzata la documentazione disponibile presso la propria biblioteca e la propria banca dati. Si è infine ricorso a verifiche e brevi interviste ad attori privilegiati del territorio oggetto del presente Pal.
Quest'ultima attività, visti i tempi ristretti concessi e data la scarsa omogeneità, sia sotto l'aspetto contenutistico che temporale, dei dati reperibili sull'area modenese e reggiana, acquista particolare importanza nel contesto del presente lavoro.
La formazione e la determinazione dei risultati della valutazione sono state ottenute attraverso la stretta collaborazione ed il continuo scambio di informazioni con i soggetti deputati dal Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano alla predisposizione del PAL. Pertanto le osservazioni e i suggerimenti formulati nel corso della valutazione, sono stati integrati nella stesura finale del presente PAL.
Valutazione della situazione iniziale del territorio


4.2.1 La situazione del territorio al 2001
Modalità di valutazione della situazione del territorio al 2001
Quadro di valutazione delle componenti

Componente (1) /Subcomponente (2) Dettaglio di articolazione della subcomponente (3) Indicatore (4) Tipo (5) Valore (6) Coefficiente di Ponderazione (7) Valore ponderato (8)
1. Qualità della vita - - - 4,01 1,00 = 4,01
1.1. Sicurezza QN 4,50 0,10 = 0,45
1.1.1 Criminalità Delitti : abitanti Leader/
Delitti : abitanti Rer
QN 5 0,05 = 0,25
1.1.2 Tossico dipendenze Utenti SERT : abitanti Leader /Ut. SERT : abit Pr. MO+RE QN 4 0,05 = 0,20
1.2. Benessere QN+QL 3,33 0,30 = 1,10
1.2.1 Reddito medio And. R D. p. c. su media naz. QN 4 0,20 = 0,80
1.2.2 Esercizi comm.li al min. Eserc, al min.:Kmq Leader/ Es. al min.: Kmq Pr. MO+RE QN 3 0,05 = 0,15
1.2.3 Serv. e luoghi di aggreg. per la popolaz. N° e mantenimento stock sevizi e luoghi di aggregazione QN+QL 3 0,05 = 0,15
1.3. Occupazione QN 4,00 0,20 = 0.80
1.3.1 Tasso disoccupazione Raffronto tra Area Leader , Pr. MO+RE, RER, ITALIA QN 5 0.05 = 0,25
1.3.2 Tasso disocc. giovan. Raffronto tra Area Leader , Pr. MO+RE QN 4 0,10 = 0,40
1.3.3 Tempo impiegato per spostamenti Peso fasce temp. di spost. Area Leader, Pr. MO+RE, capol. Pr. QN 3 0,05 = 0,15
1.4. Cultura QN+QL 4,05 0,20 = 0,81
1.4.1 Struttura della formazione scolastica Grado di scolarità superiore QN 4 0,07 = 0,28
1.4.2 Mantenimento della cultura locale e popolare N° associazioni e centri culturali dell’Area Leader QN+QL 5 0,07 = 0,35
1.4.3 Informazione N° mezzi di informazione che operano nell’Area Leader QN 3 0,06 = 0,18
1.5. Ambiente

QN+QL 4,25 0,20 = 0.85
1.5.1 Pulizia e decoro dei centri rurali Immagine offerta dai centri rurali QL 5 0,05 = 0,25
1.5.2 Conservazione patrimonio abitativo Numero abitaz. occ. e utilizz. per scopi turistici QN 4 0,05 = 0,20
1.5.3 Grado di inquinamento Evoluzione dei livelli delle princ. fonti di inquinamento QL 4 0,10 = 0,40
2. Patrimonio e risorse naturali - - - 4.20 1 = 4,20
2.1. Risorse naturali QN+QL 4,00 0,4 = 1,60
2.1.1 Superficie SIC e ZPS Superficie SIC eZPS su superf. Area Leader e RER QN 5 0,10 = 0,50
2.1.2 Area forestale Superfici boschi su superf. Area Leader e RER QN 5 0,10 = 0,50
2.1.3 Stato conservazione risorse naturali Grado di conservazione delle risorse boschive QL 3 0,20 = 0.60
2.2. Patrimonio edilizio QN+QL 4,00 0,4 = 1,60
2.2.1 Edifici storico architettonici di pregio Stato di conservazione QL 3 0,15 = 0,45
2.2.2 Case sfitte in quanto potenziale ricettivo Abitazioni disponibili QN 5 0,15 = 0,75
2.2.3 Grado di conserv. e degrado N° annuale licenze edilizie concesse QN 4 0,05 = 0,20
2.2.4 Tipicità degli edifici. Nuove costruz. e ristrutt. che adottano/mant. i canoni architett. Tipici QL 4 0,05 0 .20
2.3. Ambiente urbano QL 5 0,2 = 1,00
2.3.1 Pulizia e decoro dei centri rurali Immagine offerta dai centri rurali QL 5 0,10 = 0,50
2.3.2 Qualificazione arredo urbano Interventi pubblici di qualif. dell’arredo urbano QL 5 0,10 = 0,50
3. Demografia - - - 2,77 1 = 2,77
3.1. Spopolamento QN 3 0,40 = 1,20
3.1.1. Trend saldo naturale Serie storica saldo naturale QN 2 0,13 = 0,26
3.1.2 Trend saldo migratorio Serie storica saldo migratorio QN 4 0,13 = 0,52
3.1.3 Trend saldo totale Serie storica saldo totale QN 3 0,14 = 0,42
3.2. Invecchiamento QN 2.68 0,40 = 1,07
3.2.1 Vecchiaia Serie storica indice di vecchiaia QN 2 0,13 = 0,26
3.2.2 Ricambio Serie storica indice di ricambio QN 3 0,13 = 0,39
3.2.3 Natalità Serie storica nati QN 3 0,14 = 0,42
3.3. Organizzazione sociale QN 2,5 0,20 = 0,50
3.3.1 Famiglie Trend storico n° e composizione nuclei familiari QN 2 0,10 = 0,20
3.3.2 Matrimoni Serie storica matrimoni QN 3 0,10 = 0,30
4. Identità e immagine - - - 4,30 1 =. 4,30
4.1. Identità QL 5,00 0,30 = 1,50
4.1.1 Momenti di aggregazione popolare N° fiere, sagre, feste parrocchiali QL 5 0,15 =0,75
4.1.2 Patrimonio dialettale Conoscenza e utilizzo del dialetto QL 5 0,15 = 0,75
4.2. Mentalità QL 4,00 0,30 = 1,20
4.2.1 Evoluzione della occupazione giovanile Propensione giovanile alla imprenditoria e alla professione QL 4 0,20 = 0,80
4.2.2 Esternalità Grado di apertura verso l’esterno QL 4 0,10 = 0,40
4.3. Immagine QL 4,00 0,40 = 1,60
4.3.1 Immagine del territorio Immagine recepita all’esterno del territorio QL 4 0,20 = 0,80
4.3.2 Conoscenza del territorio Elementi di richiamo del territorio QL 4 0,20 =0,80
5. Know how e innovazione - - 3,50 1 =.3,50
5.1. Propensione all’innovazione - Iniziative per la promozione dell'innovazione QL 3 0,5 =.1,50
5.2. Know how legato alla tradizione, cioè la conoscenza dall’esperienza Know how tradizionali mantenuti e andamento delle attività correlate QL 4 0,50 =2,00.
6. Relazioni interne, coesione e democrazia - - - 4,10 1 = 4,10
6.1. Relazioni interne QN+QL 4,00 0,40 = 1,60
6.1.1 Interazione istituzionale Iniziative di concertazione avviate QN 4 0,10 = 0,40
6.1.2 Cooperazione istituzionale Unioni comunali, servizi intercomunali e/o gestiti in forma associata QN 4 0,15 = 0,60
6.1.3 Aggregazione e cooperazione Consorzi, movimenti, associaz., aggregazioni e cooperative QL 4 0,15 = 0,60
6.2. Democrazia QN+QL 4,33 0,30 = 1,30
6.2.1 Presenza di mezzi di inform. e loro fruiz. Quotidiani ed emittenti e intensità di fruizione QN+QL 3 0,10 = 0,30
6.2.2 Esercizio del diritto di voto Votanti alle ultime elezioni QN 5 0,20 = 1,00
6.3. Coesione - N° e trend di associazioni, imprese e cooperative dell’economia sociale, volontariato QL 4 0,30 = 1.20
7. Competitivita’, diversificazione e integrazione delle attivita’ economiche - - - 3,25 1 = 3,25
7.1. Competitività QN+QL 3,62 0,40 = 1,45
7.1.1 Saldo imprenditoriale Serie storica delle Unità locali QN 4 0.25 = 1,00
7.1.2 Rafforzamento tessuto PMI Incremento dimensione media delle imprese QL 3 0,15 = 0,45
7.2. Integrazione QL 3,00 0,30 = 0,90
7.2.1 Propensione dell’intersettorialità Organizzazioni intersettoriali ed intermerceologiche QL 3 0,15 = 0,45
7.2.2 Integrazione intrasettoriale Interazione tra settori merceologici QL 3 0,15 = 0,45
7.3. Diversificazione QN 3,00 0,30 = 0,90
7.3.1 Struttura del sistema economico locale Peso dell’agricoltura e dei settori manifatturieri QN 3 0,15 =.0,45
7.3.2 Diversificazione tessuto PMI Imprese nei nuovi settori QN 3 O,15 = 0,45
8. Relazioni esterne - - - 3,30 1 = 3,30
8.1. Relazioni istituzionali/culturali QL 3,83 0,40 = 1,35
8.1.1 Internalizzazione sistema istituzionale Progetti transnazionali e con territori esterni QL 3 0,25 = 0,75
8.1.2 Relazioni culturali Progetti culturali con altre realtà locali dell’UE QL 4 0,15 = 0,6,0
8.2. Relazioni economiche QL 3,25 0,60 = 1,95
8.2.1 Dipendenza del sistema produttivo locale Grado di dipendenza delle imprese da sistemi produttivi esterni QL 4 0,15 = 0,60
8.2.2 Attrazione di investimenti dall’esterno Tasso di insediamento delle imprese dall’esterno QL 3 0,15 = 0,45
8.2.3 Andamento dell’incoming turistico Grado di crescita del turismo tematico QL 3 0,30 = 0,90


4.3 Analisi bisogni e potenzialità del territorio - swot

ANALISI SWOT DELLE AREE LEADER+ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Ambientale

PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
a.1.1. elevata biodiversità di flora e fauna a.1.2. ricco patrimonio di emergenze storico-architettoniche e geologico-naturalistiche peculiari del territorio

a.1.3. elevata estensione di aree boschive, parchi, ecc.

a.1.4. diffusa presenza di produzioni ecosostenibili, biologiche e biodinamiche

a.1.5. buon livello di sostenibilità ambientale delle attività economiche presenti nell’area
a.2.1. presenza di aree caratterizzate da fenomeni di dissestoidrogeologico

a.2.2. difficoltà a promuovere un servizio efficiente di raccolta differenziata dei rifiuti

a.2.3. residui geologico-morfologici di ex attività estrattive non recuperate
OPPORTUNITA’ MINACCE
a.3.1.bassa pressione antropica a.3.2. crescente sensibilità della popolazione locale alla salvaguardia degli elementi caratterizzanti l’ambiente rurale

a.3.3. elevate potenzialità di crescita di nuovi segmenti di domanda turistica in grado di trovare nelle conformazioni del territorio e nella diversificata offerta di prodotti una valida rispondenza

a.3.4. contemporaneità di diversi e consistenti strumenti di intervento pubblico sul territorio per il periodo 2000-2006
a.4.1. riduzione progressiva del patrimonio boschivo

a.4.2. progressivo spopolamento do aree marginali che tende a ridurre la presenza di presidi stabili sul territorio

ANALISI SWOT DELLE AREE LEADER+ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
b.1.1. diffusa presenza di forme associative, cooperative sociali e volontariato

b.1.2. elevato tasso di immigrazione che compensa il trend negativo del saldo naturale

b.1.3. buon livello di qualità della vita
b.2.1 .difficoltà per i giovani diplomati e laureati a trovare una collocazione nel mondo del lavoro adeguata alla formazione acquisita

b.2.2. netta preponderanza della popolazione attiva anziana rispetto a quella più giovane
OPPORTUNITA’ MINACCE
b.3.1. forte presenza di forme aggregative impegnate a mantenere vive le tradizioni

b.3.2. buon grado di concertazione tra le amministrazioni locali
b.4.1. progressiva diminuzione sul territorio dell’offerta di servizi per la famiglia

b.4.2. progressivo aumento dello scarto di capacità innovativa e di sviluppo del sistema socio-economico locale

b.4.3. progressiva riduzione del know-how legato alla tipicità ed alla tradizione


ANALISI SWOT DELLE AREE LEADER+ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Economico

PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
c.1.1. sviluppo di attività polifunzionali in agricoltura

c.1.2. diffusa presenza di forme di artigianato artistico legate alla valorizzazione dei prodotti tipici locali

c.1.3. permanenza di filiere di produzioni tipiche

c.1.4. integrazione dell’economia rurale con la filiera turistica

c.1.5. propensione della filiera agroalimentare alla qualificazione delle produzioni
c.2.1. scarsa presenza di servizi avanzati a favore delle imprese del territorio

c.2.2. livelli carenti di formazione e qualificazione dell’imprenditoria locale

c.2.3. carente livello di qualificazione delle strutture ricettive e dell’offerta turistica

c.2.4. basso tasso di diversificazione delle opportunità di lavoro
OPPORTUNITA’ MINACCE
c.3.1. crescente interesse per l’agriturismo e i circuiti enogastronomici

c.3.2. propensione del consumatore verso produzioni tipiche di qualità, di tipo artigianale

c.3.3. sviluppo di forme di integrazione nel settore agricolo

c.3.4. sviluppo dello spirito imprenditoriale, specie tra i giovani
c.4.1. perdita di competitività nei confronti di altre aree rurali e aumento della disparità socio-economica con le aree forti delle province interessate

c.4.2. diminuzione della diffusione sul territorio dell’offerta di servizi commerciali

c.4.3. progressivo abbandono delle attività artigianali tipiche e tradizionali derivante dalla difficoltà ad innescare processi di ricambio generazionale e di creazione di nuove imprese


ANALISI SWOT DELLE AREE LEADER+ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Innovazione e tecnologia


PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
d.1.1. forte coinvolgimento degli enti locali nell’implementazione delle reti telematiche

d.1.2. presenza di reti telematiche su scala regionale e provinciale per la messa in rete delle imprese e dei cittadini
d.2.1. scarsa capacità delle imprese di sfruttare le nuove tecnologie per migliorare la penetrazione sul mercato (e-commerce, teleprenotazione, ecc.)

d.2.2. elevata dispersione sul territorio della popolazione che rende problematica la creazione di collegamenti alla rete
OPPORTUNITA’ MINACCE
d.3.1. la diffusione di forme di telelavoro d.3.2..le consistenti risorse a favore della formazione e della diffusione delle tecnologie avanzate derivanti dai programmi di intervento pubblico operanti nel territorio nel periodo 2000-2006 d.4.1. aumento della marginalizzazione delle aree rurali

d.4.2. perdita di quote sul mercato da parte delle imprese locali


4.4 Valutazione della rilevanza e coerenza del PAL con il POR

4.4.1 Valutazione della coerenza dei temi catalizzatori e degli obiettivi del PAL con le caratteristiche e le esigenze specifiche delle zone interessate

4.4.1.1 Coerenza tra i risultati dell’analisi SWOT e i temi catalizzatori

a) Competitività ambientale

PUNTI FORTI Implicazioni strategiche Priorità Tema
a.1.1. Attrazione del territorio e fruibilità turistica 2 3
a.1.2. Attrazione del territorio e fruibilità turistica 1 3
a.1.3. Attrazione del territorio e fruibilità turistica 2 3
a.1.4. Alta qualità dell’ambiente e conservazione delle risorse 1 3
a.1.5. Alta qualità dell’ambiente e conservazione delle risorse 2 3
PUNTI DEBOLI Implicazioni strategiche Priorità Tema
a.2.1. Deterioramento del paesaggio e del territorio 2 3
a.2.2. Aggravamento del problema dello smaltimento dei rifiuti 2 3
a.2.3. Deterioramento del paesaggio e del territorio 2 3
OPPORTUNITA’ Implicazioni strategiche Priorità Tema
a.3.1. Conservazione delle caratteristiche ambientali 2 3
a.3.2. Possibilità di sviluppare la fruibilità dell’ambiente rurale 1 3
a.3.3. Possibilità di sviluppare la fruibilità dell’ambiente rurale 2 3
a.3.4. Possibilità di incidere sull’occupazione e sul sistema socio-economico in modo significativo 1 3
MINACCE Implicazioni strategiche Priorità Tema
a.4.1. Depauperamento dell’ecosistema vegetale che rappresenta un elemento caratteristico del territorio 2 3
a.4.2. Rischio di desertificazione e disgregazione del tessuto sociale 2 3


b) Competitività sociale

PUNTI FORTI Implicazioni strategiche Priorità Tema
b.1.1. Rafforzamento del tessuto sociale e delle relazioni interne al territorio 2 3
b.1.2. Mantenimento/innalzamento del tasso della popolazione attiva 2 3
b.1.3. Capacità di attrazione e mantenimento della popolazione sul territorio 1 3
PUNTI DEBOLI Implicazioni strategiche Priorità Tema
b.2.1. Possibile perdita di forze attive di medio-alto livello culturale 1 3
b.2.2..difficoltà di ricambio generazionale e d Difficoltà di ricambio generazionale e di accesso all’innovazione 1 3
OPPORTUNITA’ Implicazioni strategiche Priorità Tema
b.3.1. Possibilità di preservazione della storia e della cultura locali 2 3
b.3.2. Miglioramento del rapporto costi/benefici nell’erogazione dei servizi, miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della P.A. 2 3
MINACCE Implicazioni strategiche Priorità Tema
b.4.1. Possibile deterioramento del tessuto sociale 2 3
b.4.2. Rischio di marginalizzazione 2 3
b.4.3. Rischio di marginalizzazione 2 3


c) Competitività economica

PUNTI FORTI Implicazioni strategiche Priorità Tema
c.1.1. Possibilità di integrazione e diversificazione delle attività e dei redditi 2 3
c.1.2. Possibilità di utilizzazione ottimale delle risorse e delle professionalità endogene 2 3
c.1.3. Rafforzamento degli elementi caratterizzanti le produzioni locali 2 3
c.1.4. Possibilità di sinergie intersettoriali 2 3
c.1.5. Aumento del livello di qualità, igiene e salubrità degli alimenti così come richiesto da un numero sempre maggiore di consumatori 2 3
PUNTI DEBOLI Implicazioni strategiche Priorità Tema
c.2.1. Rischio di marginalizzazione 2 3
c.2.2. Freno allo sviluppo e alla qualificazione delle imprese 2 3
c.2.3. Drastica diminuzione del livello di attrazione e competitività dell’offerta 1 3
c.2.4. Aumento della rigidità del mercato del lavoro 2 3
OPPORTUNITA’ Implicazioni strategiche Priorità Tema
c.3.1. Valorizzazione del ruolo polifunzionale dell’agricoltura 2 3
c.3.2. Valorizzazione delle produzioni tipiche locali 2 3
c.3.3. Opportunità di mantenimento della popolazione sparsa 2 3
c.3.4. Possibilità di accesso all’innovazione e alla crescita del sistema economico locale 2 3
MINACCE Implicazioni strategiche Priorità Tema
c.4.1. Rischio di marginalizzazione 2 3
c.4.2. Concentrazione della popolazione in poli di attrazione 1 3
c.4.3. Possibile perdita dei connotati tipici della tradizione dei mestieri locali 2 3


d) Competitività del territorio su scala globale (sistema dell’innovazione e della tecnologia)

PUNTI FORTI Implicazioni strategiche Priorità Tema
d.1.1. Possibilità di offrire servizi avanzati e contenimento dei costi 2 3
d.1.2. Implementazione delle opportunità di scambio e mantenimento delle relazioni sociali 2 3
PUNTI DEBOLI Implicazioni strategiche Priorità Tema
d.2.1. Rischio di perdita della competitività 2 3
d.2.2. Difficoltà di accesso alla rete e costi sociali elevati 2 3
OPPORTUNITA’ Implicazioni strategiche Priorità Tema
d.3.1. Radicamento della popolazione sul territorio e riduzione del pendolarismo 2 3
d.3.2. Possibilità di creare o elevare il grado di professionalità e di innovazione 2 3
MINACCE Implicazioni strategiche Priorità Tema
d.4.1. Pericolo di desertificazione 2 3
d.4.2. Calo della competitività del sistema socio-economico 2 3


4.4.1.2 Coerenza tra i risultati dell’analisi SWOT e gli Obiettivi specifici individuati

Elementi della SWOT Obiettivi specifici
1.1 n.n. 8 - 1 - 2 - 4 - 3
1.2 n.n. 8 - 4 -7 - 9
1.3 n.n. 8 - 5 - 4
1.4 n.n. 5 - 4 - 1 - 2
1.5 n.n. 5 - 4
2.1 n.n. 8 - 4 - 7
2.2 n.n. 8 - 4 - 7
2.3 n.n. 8 - 4
2.4 n.n. 7
3.1 n.n. 8 - 3 - 6 - 4 - 7
3.2 n.n. 5 - 6 - 3 - 4 - 7 - 1 - 2
3.3 n.n. 4
3.4 n.n. 3 - 1 - 2
4.1 n.n. 8 - 3 - 4
4.2 n.n. 4 - 7 -
4.3 n.n. 3 - 4


4.4.2 Valutazione della coerenza dei temi catalizzatori e degli obiettivi del PAL con quelli previsti dal POR

Obiettivi specifici Temi catalizzatori
POR PAL Tema N. Tema N.
1. Ricerca di sinergie e collegamenti con la programmazione presente sul territorio N. 1 Ricerca di sinergie e collegamenti con la programmazione presente sul territorio. 3 /
2. Animazione relativa alla qualità della programmazione locale ed alla sua applicazione N. 2 Animazione relativa alla qualità della programmazione locale ed alla sua applicazione 3 /
3. Miglioramento della qualità del partenariato e delle capacità di collaborazione tra gli attori locali al fine di sviluppare e consolidare delle relazioni interne al territorio N. 3 Miglioramento della qualità del partenariato e delle capacità di collaborazione tra gli attori locali al fine di sviluppare e consolidare le relazioni interne al territorio 3 /
4. Sviluppo di modelli di fruizione delle risorse rurali, al fine di contribuire alla creazione di posti di lavoro ed alla valorizzazione del ruolo dei giovani e delle donne N. 4 Sviluppo di modelli di fruizione delle risorse rurali al fine di contribuire alla creazione di posti di lavoro ed alla valorizzazione del ruolo dei giovani e delle donne 3 /
5. Ricerca di nuovi campi tematici di intervento quali quelli legati allo sviluppo delle nuove tecnologie ed all’innovazione organizzativa N. 7 Ricerca di nuovi campi tematici di intervento legati allo sviluppo tecnologico ed all’innovazione organizzativa 3 /
6. Miglioramento della qualità ambientale percepita dalla popolazione N. 8 Miglioramento della qualità ambientale percepita dalla popolazione 3 /
7. Valorizzazione e diffusione delle buone prassi in materia di sviluppo sostenibile N. 5 Valorizzazione e diffusione delle buone prassi in materia di sviluppo sostenibile 3 /
8. Sviluppo e consolidamento delle relazioni esterne al territorio N. 9 Sviluppo e consolidamento delle relazioni esterne al territorio 3 /


4.4.3 Valutazione della coerenza degli obiettivi del PAL rispetto alle Misure e agli obiettivi previsti dal POR

Sezioni
POR
Obiettivi Specifici
Sezione 1

Sostegno a strategie pilota di sviluppo rurale a carattere territoriale e integrato, fondate su un approccio ascendente e sul partenariato orizzontale
Sezione 2

Sostegno a forme di cooperazione interterritoriale e transnazionale
Sezioni
Misura 1.1
Supporto tecnico al PAL
Misura 1.2
Valorizzazione del patrimonio culturale e naturale e della vitalità del territorio rurale
Misura 1.3
Innovazione e qualificazione del sistema produttivo locale
Misura 1.4
Azioni di miglioramento della capacità organizzativa delle comunità locali
PAL
Obiettivi Specifici
1. Ricerca di sinergie e collegamenti con la programmazione presente sul territorio XY 1. Ricerca di sinergie e collegamenti con la programmazione presente sul territorio
2. Animazione relativa alla qualità della programmazione locale ed alla sua applicazione XY 2. Animazione relativa alla qualità della programmazione locale ed alla sua applicazione
3. Miglioramento della qualità del partenariato e della capacità di collaborazione tra gli attori locali al fine di sviluppare e consolidare delle relazioni interne al territorio XY 3. Miglioramento della qualità del partenariato e delle capacità di collaborazione tra gli attori locali al fine di sviluppare e consolidare le relazioni interne al territorio
4. Sviluppo di modelli di fruizione delle risorse naturali, al fine di contribuire alla creazione di posti di lavoro ed alla valorizzazione del ruolo dei giovani e delle donne XY XY XY 4. Sviluppo di modelli di fruizione delle risorse rurali al fine di contribuire alla creazione di posti di lavoro ed alla valorizzazione del ruolo dei giovani e delle donne
5. Ricerca di nuovi campi tematici di intervento quali quelli legati allo sviluppo delle nuove tecnologie ed all’innovazione organizzativa X XY 7. Ricerca di nuovi campi tematici di intervento legati allo sviluppo tecnologico ed all’innovazione organizzativa
6. Miglioramento della qualità ambientale percepita dalla popolazione XY X 8. Miglioramento della qualità ambientale percepita dalla popolazione
7. Valorizzazione e diffusione delle buone prassi in materia di sviluppo sostenibile XY XY 5. Valorizzazione e diffusione delle buone prassi in materia di sviluppo sostenibile
8. Sviluppo e consolidamento delle relazioni esterne al territorio XY 9. sviluppo e consolidamento delle relazioni esterne al territorio
9. Promozione dell’informazione e dell’accountability XY 6. Promozione dell’informazione e dell’accountability
10. Miglioramento delle prestazioni dell’Iniziativa in termini finanziari e di gestione X /

4.4.4 Rilevanza dell'assegnazione delle risorse rispetto agli obiettivi previsti
POR PAL
Obiettivi Obiettivi Misura Obiettivi operativi Azione Risorse pubbliche assegnate Risorse totali assegnate
specifici Specifici


Euro % Euro %
1. 1 1.1 Integrare le azioni/progetti con la programmazione sul territorio. Realizzare iniziative periodiche finalizzate ad informare e rendere conto sull’attuazione del PAL.- Realizzare attività periodiche di analisi e valutazione del PAL. 1.1.2 791.431 100 791.431 100
Totale 791.431 100 791.431 100
2. 2 1.1 Integrare le azioni/progetti con la programmazione presente sul territorio. Animare le imprese locali. Individuare le buone prassi realizzate 1.1.3 105.445 100 229.669 100
Totale 105.445 100 229.669 100
3. 3 1.4 Insediare nuove imprese sul territorio. Creare nuove opportunità occupazionali. Favorire la messa in rete e il lavoro in rete 1.4.1 109.912 25.8 137.836 26,7
Trattenere la popolazione sparsa sul territorio. Rivitalizzare il territorio 1.4.2 218.830 51.4 260.392 50.7
Realizzare nuove tecniche di informazione. Incentivazione Comunicazione 1.4.3. 62.000 14.6 77.500 15,0
Creare nuove professionalità. Creare nuove opportunità occupazionali per i giovani. 1.4.4 35.000 8.2 39.000 7,6
Totale 425.742 100 514.728 100
4. 4 1.2 Creazione nuova immagine e sbocchi ai prodotti locali. Integrare l’offerta di prodotti locali con la fruizione turistica del territorio. Realizzare nuove prassi di fruizione del paesaggio locale. 1.2.1 394.900 26.9 625.698 24,6
1.3 Introduzione/consolidamento di processi tradizionali di trasformazione Promuovere e/o sostenere l’associazione tra imprese 1.3.1 707.366 48.9 1.385.457 54,6
1.3 Nuove tecniche di informazione. Incentivazione della Comunicazione 1.3.5 100.000 7.7 125.000 4,9
2.1 Realizzare iniziative sinergiche tra territori diversi. Realizzare iniziative innovative. Individuare le buone prassi realizzate. Rafforzare il partenariato extra territoriale 2.1.1 347.999 16.5 467.115 15,8
Totale 1.492.266 100 2.535.234 100
5. 7 1.3 Creare nuove professionalità legate all’informazione/comuni- cazione . Elevare la professionalità degli operatori 1.3.6 60.000 100 75.000 100
Totale 60.000 100 75.000 100
6. 8 1.2 Valorozzazione risorse locali al fine di una fruizione turistica, sportiva, ricreativa e culturale. Riscoperta/valorizzazione della cultura locale. Sviluppare la sinergia tra risorse e opportunità. 1.2.3 375.529 51.8 524.669 53,4
1.2 Valorizzazione dei segni del tempo locali. Recupero delle tradizioni locali. 1.2.4 194.000 26,8 272.921 27,8
1.2 Realizzare nuove tecniche di informazione. Realizzare nuove forme di comunicazione. 1.2.6 85.000 11,7 106.250 10,8
1.2 Creare nuove professionalità. Elevare il livello di professionalità degli operatori. 1.2.7 70.000 9.7 77.778 7.9
Totale 724.529 100 981.618 100
7. 5 1.1 Individuare le buone prassi realizzate 1.1.3 75.000 48.1 75.000 42,8
2.1 Realizzare iniziative sinergiche tra territori diversi. Realizzare iniziative innovative. Individuare le buone prassi realizzate. Rafforzare il partenariato extra territoriale 2.1.2 81.064 51,9 100.000 57,2
Totale 156.064 100 175.000 100
8. 9 2.1 Realizzare iniziative sinergiche tra territori diversi. Realizzare iniziative innovative. Individuare le buone prassi realizzate. Rafforzare il partenariato extra territoriale 2.1.1 57.999 60,9 79.999 63,5
2.1 Realizzare iniziative sinergiche tra territori diversi. Realizzare iniziative innovative. Individuare le buone prassi realizzate. Rafforzare il partenariato extra territoriale 2.1.2 37.300 39,1 45.994 46,5
Totale



95.299 100 125.993 100
9. 6 1.1 Diffusione a sistema della informazione e opportunità 1.1.3 79.669 34,7 79.663 34,7
Totale 79.669 34,7 79.663 34,7


4.4.5 Impatto previsto

OBIETTIVI SPECIFICI POR AZIONI INDICATORI PAL
PAL RISULTATO Unità di misura/quantità IMPATTO Unità di misura/quantità
1 1.1.2 e

1.1.3
Imprese insediate sul territorio per linea di finanziamento

Risorse pervenute sul territorio per linea di finanziamento
n. 5

€ 1.500.000
Valore aggiunto in termini di imprese

Valore aggiunto in termini di risorse
%

%
2 1.1.2 e

1.1.3
Imprese beneficiarie

Risorse interessate
n. 80

€ 1.500.000
Valore aggiunto in termini di imprese

Valore aggiunto in termini di risorse
%

%
3 1.4.1

1.4.1

1.4.2

1.4.2
Imprese insediate

Posti lavoro creati

Progetti validati

Progetti validati
n. 20

n. 50

n. 8

n. 8
Valore aggiunto in termini di imprese

Popolazione sparsa interessata

N. frazioni/borgate rivitalizzate
%

n. 500

n. 8
5 1.3.6 Addetti formati/specializati

Professionalità consolidate
n. 40

n. 40
Valore aggiunto in termini di innovazione

Valore aggiunto attribui- bile alle professionalità consolidate
%

%
4 1.2.1

1.2.3

1.2.4

1.3.1

1.3.5

2.1.1 e 2.1.2
Occupazione creata

Occupazione creata

Occupazione creata

Occupazione creata e/o consolidata

Agenti creati

Progetti realizzati
n. 20

n. 20

n. 14

n. 45

n. 4

n. 4

€ 690.340
Incremento occupazione indotta

Incremento occupazione indotta

Variazione indice di qualità ambientale percepita

Incremento occupazione

Incremento occupazione

Valore aggiunto derivante dalla realizzazione di progetti interterritoriali e transnazionali
%

%

%

%

%

%
6 1.2.3

1.2.4

1.2.6

1.2.7
Rapporto tra progetti a finalità ambientale e tot progetti

Tradizioni locali valorizzate

Nuove opportunità individuate

Segni del tempo scoperti e valorizzati

Tipologia di tradizioni locali riscoperte e valorizzate

Addetti formati/specializzati

Professionalità formate/elevate
50%

n. 10

n. 6

n. 14

n. 10

n. 36

n. 40
Variazione indice delle caratteristiche ambientali percepita dalla popolazione

Varianza indice della qualità della vita e cultura locale

Varianza utilizzo risorse e opportunità

Varianza occupazionale indotta

Varianza indice di qualità della vita locale

Valore aggiunto in termini di innovazione attribuibile all’attività di informazione/comunicazione

Valore aggiunto attribuibile alle professionalità create e/o elevate
%

%

%

%

%

%

%
8 2.1.1 e 2.1.2 Partners acquisiti o consolidati n. 8 Valore aggiunto attribuibile %
7 1.1.3

2.1.1 e 2.1.2
Imprese insediate sul territorio

Imprese insediate sul territorio
n. 5

n. 4
Valore aggiunto in termini di imprese

Valore aggiunto in termini di imprese
%

%
9 1.1.3 Iniziative attuate n. 10 Soggetti coinvolti n. 105


La presente tabella deve essere letta in modo integrato con quella di cui al punto 10.3. Le prime due colonne infatti richiamano solo la numerazione assegnata agli obiettivi specifici del POR e alle azioni del PAL. La tabella inoltre riporta in modo analitico solo i dati riferiti agli indicatori di risultato. Per quanto riguarda la misurazione degli indicatori di impatto, vista l’esigua dimensione delle risorse assegnabili al PAL, una loro indicazione analitica, cioé per obiettivo specifico e per azione del PAL - fatta eccezione per alcuni casi molto circoscritti - , porterebbe a dati ininfluenti rispetto ai macro aggregati del territorio. D’altra parte non tutti questi indicatori sono oggi misurabili. Al riguardo si ritiene possibile compiere una disamina globale solo per alcuni indicatori di impatto.

Essi sono:

  • le nuove imprese avviate o consolidate attraverso il PAL e la loro incidenza percentuale sul macro aggregato delle U.L. presenti nell’area nell’anno 2000;
  • la nuova occupazione creata e il consolidamento dei posti di lavoro esistenti indotti dal PAL percentualizzati sul macro aggregato degli addetti delle U.L. dell’area nell’anno 2000;
  • il valore aggiunto prodotto per nuova impresa calcolato mediamente in 42.200 euro, per impresa già esistente e beneficiata in 4.200 euro, per nuovo occupato calcolato mediamente in 22.700 euro, per posto di lavoro consolidato in 2.300 euro. La sommatoria di tali valori viene raffrontata percentualmente con il PIL dell’area Leader nell’anno 1998.Vale la pena di ricordare che in macro economia si considera l’equivalenza PIL = valore aggiunto.

I dati ottenuti sono in sintesi i seguenti:

  • nuove imprese avviate o consolidate n. 114; U.L. area Leader anno 2000 n. 14.236; variazione % 0.8
  • nuova occupazione e consolidamento dei posti di lavoro esistenti n. 309; addetti U.L. area Leader anno 2000 n. 23.188; variazione % 1.30.
  • valore aggiunto generato pari a 5.955.300 euro; PIL area Leader anno 1998 pari a 1976 Mio euro; variazione % 0.3. Se a quest’ultimo dato si somma l’impatto in termini di spesa delle risorse pubbliche Leader sul territorio calcolato in 4 Mio Euro otteniamo un effetto sul valore aggiunto dell’area pari allo 0.5%.

Infine, tenuto conto delle considerazioni di cui sopra, si ritiene non opportuno in questa fase procedere alla definizione degli elementi necessari alla definizione del diagramma a radar rappresentativo della situazione ipotetica al termine del periodo di attuazione.

Industria Terziario e agricoltura Totale
Descrizione Valori Descrizione Valori Descrizione Valori
Peso 30% Peso 70% Peso 100%
% costo MD su tot. costi 40% % costo MD su tot. costi 60%
% amm.ti su tot. costi 10% % amm.ti su tot. costi 5%
% utile su tot. costi (costi 100, ric. 105) 5% % utile su tot. costi (costi 100, ric. 105) 5%
Costo medio per unità a T. P. 20.000 Costo medio per unità a T. P. 17.000 Costo medio per unità a T. P. 17.900
Amm.ti 6.000 Amm.ti 1.500 Amm.ti 2.850
Utile 3.000 Utile 1.500 Utile 1.950
VA per nuovo occupato 29.000 VA per nuovo occupato 20.000 VA per nuovo occupato 22.700
Incr. VA per occupato consolidato o formato 10%
VA nuovo occup.
Incr. VA per occupato consolidato o formato 10%
VA nuovo occup
Incr. VA per occupato consolidato o formato 10%
VA nuovo occup
VA per occupato consol. o form. 2.900 VA per occupato consol. o form. 2.000 VA per occupato consol. o form. 2.300


Modello di calcolo del VA per impresa (in Euro)

Industria Terziario e agricoltura Totale
Descrizione Valori Descrizione Valori Descrizione Valori
Peso 30% Peso 70% Peso 100%
Media addetti per impresa 2,3 Media addetti per impresa 1,6
VA per nuovo occupato 29.000 VA per nuovo occupato 20.000 VA per nuovo occupato 22.700
VA per nuova impresa 66.700 VA per nuova impresa 32.000 VA per nuova impresa 42.400
Incr. VA per impresa in essere beneficiata 10% VA nuova impr. Incr. VA per impresa in essere beneficiata 10% VA nuova impr. Incr. VA per impresa in essere beneficiata 10% VA nuova impr.
VA per impresa in essere beneficiata 6.700 VA per impresa in essere beneficiata 3.200 VA per impresa in essere beneficiata 4.200

PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
c.1.1. sviluppo di attività polifunzionali in agricoltura

c.1.2. diffusa presenza di forme di artigianato artistico legate alla valorizzazione dei prodotti tipici locali

c.1.3. permanenza di filiere di produzioni tipiche

c.1.4. integrazione dell’economia rurale con la filiera turistica

c.1.5. propensione della filiera agroalimentare alla qualificazione delle produzioni

c.2.1. scarsa presenza di servizi avanzati a favore delle imprese del territorio

c.2.2. livelli carenti di formazione e qualificazione dell’imprenditoria locale

c.2.3. carente livello di qualificazione delle strutture ricettive e dell’offerta turistica

c.2.4. basso tasso di diversificazione delle opportunità di lavoro
OPPORTUNITA’ MINACCE
c.3.1. crescente interesse per l’agriturismo e i circuiti enogastronomici

c.3.2. propensione del consumatore verso produzioni tipiche di qualità, di tipo artigianale

c.3.3. sviluppo di forme di integrazione nel settore agricolo

c.3.4. sviluppo dello spirito imprenditoriale, specie tra i giovani
c.4.1. perdita di competitività nei confronti di altre aree rurali e aumento della disparità socio-economica con le aree forti delle province interessate

c.4.2. diminuzione della diffusione sul territorio dell’offerta di servizi commerciali

c.4.3. progressivo abbandono delle attività artigianali tipiche e tradizionali derivante dalla difficoltà ad innescare processi di ricambio generazionale e di creazione di nuove imprese


PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
b.1.1. diffusa presenza di forme associative, cooperative sociali e volontariato

b.1.2. elevato tasso di immigrazione che compensa il trend negativo del saldo naturale

b.1.3. buon livello di qualità della vita
b.2.1 .difficoltà per i giovani diplomati e laureati a trovare una collocazione nel mondo del lavoro adeguata alla formazione acquisita

b.2.2. netta preponderanza della popolazione attiva anziana rispetto a quella più giovane
OPPORTUNITA’ MINACCE
b.3.1. forte presenza di forme aggregative impegnate a mantenere vive le tradizioni

b.3.2. buon grado di concertazione tra le amministrazioni locali
b.4.1. progressiva diminuzione sul territorio dell’offerta di servizi per la famiglia

b.4.2. progressivo aumento dello scarto di capacità innovativa e di sviluppo del sistema socio-economico locale

b.4.3. progressiva riduzione del know-how legato alla tipicità ed alla tradizione


PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
c.1.1. sviluppo di attività polifunzionali in agricoltura

c.1.2. diffusa presenza di forme di artigianato artistico legate alla valorizzazione dei prodotti tipici locali

c.1.3. permanenza di filiere di produzioni tipiche

c.1.4. integrazione dell’economia rurale con la filiera turistica

c.1.5. propensione della filiera agroalimentare alla qualificazione delle produzioni
c.2.1. scarsa presenza di servizi avanzati a favore delle imprese del territorio

c.2.2. livelli carenti di formazione e qualificazione dell’imprenditoria locale

c.2.3. carente livello di qualificazione delle strutture ricettive e dell’offerta turistica

c.2.4. basso tasso di diversificazione delle opportunità di lavoro
OPPORTUNITA’ MINACCE
c.3.1. crescente interesse per l’agriturismo e i circuiti enogastronomici

c.3.2. propensione del consumatore verso produzioni tipiche di qualità, di tipo artigianale

c.3.3. sviluppo di forme di integrazione nel settore agricolo

c.3.4. sviluppo dello spirito imprenditoriale, specie tra i giovani
c.4.1. perdita di competitività nei confronti di altre aree rurali e aumento della disparità socio-economica con le aree forti delle province interessate

c.4.2. diminuzione della diffusione sul territorio dell’offerta di servizi commerciali

c.4.3. progressivo abbandono delle attività artigianali tipiche e tradizionali derivante dalla difficoltà ad innescare processi di ricambio generazionale e di creazione di nuove imprese


PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
b.1.1. diffusa presenza di forme associative, cooperative sociali e volontariato b.1.2. elevato tasso di immigrazione che compensa il trend negativo del saldo naturale b.1.3. buon livello di qualità della vita b.2.1 .difficoltà per i giovani diplomati e laureati a trovare una collocazione nel mondo del lavoro adeguata alla formazione acquisita b.2.2. netta preponderanza della popolazione attiva anziana rispetto a quella più giovane
OPPORTUNITA’ MINACCE
b.3.1. forte presenza di forme aggregative impegnate a mantenere vive le tradizioni b.3.2. buon grado di concertazione tra le amministrazioni locali b.4.1. progressiva diminuzione sul territorio dell’offerta di servizi per la famiglia b.4.2. progressivo aumento dello scarto di capacità innovativa e di sviluppo del sistema socio-economico locale b.4.3. progressiva riduzione del know-how legato alla tipicità ed alla tradizione