Giovedì 24 Mag 2018
 



CIVAGO (Villa Minozzo)

Località: Civago, comune di Villa Minozzo

Ultimo centro abitato della Val Dolo e ultimo paese reggiano prima del passo delle Forbici, è suddiviso in diverse borgate e quasi tutte hanno un castagneto e uno o più metati, collegati tramite sentieri al mulino ad acqua, posto sul torrente Dolo poco a valle della Chiesa. Sono presenti decine di castagni monumentali.

Civago ospita i primi villeggianti fin dagli anni '20 di questo secolo ed è una località conosciuta ed apprezzata dagli amanti della montagna (Alessandro Brian nella sua "Guida dell'Appennino Reggiano" del 1929 dedica a questa località numerose pagine). Se fino agli anni '60 chi abitava nel paese era pastore e boscaiolo, in seguito abbandona in modo repentino queste attività tradizionali, per dedicarsi, in gran parte, all'edilizia delle seconde case.

Nel 1963 viene realizzata "Appenninia": una delle prime stazioni sciistiche dell'Appennino Reggiano.

Sono presenti nel paese due alberghi, molte seconde case e alcuni affittacamere. Ancora oggi il paesaggio è ricco di vegetazione dai castagneti secolari alle faggete. E' il punto di partenza privilegiato per numerose escursioni verso la già citata l'Abetina Reale, il m.te Prado, il m.te Cusna il p.sso Forbici e il m.te Giovarello e per raggiungere i rifugi alpini "Segheria" e "Battisti".

Dista dal capoluogo km 21

Dista da Reggio Emilia km 70

Coordinate geografiche di Google Earth: 44°15’ 13”33 N – 10° 28’ 30'' 95 E - Chiesa

 

Dove mangiare e dove dormire, riferimenti turistici

Albergo Appennino via Ca’ del Ponte 16, 0522 807143

Albergo Val Dolo piazza U. Monti 1, 0522 807376

Rifugio San Leonardo www.rifugiosanleonardo.it, 0522 431875

Rifugio Segheria 0522 807222; 0522 807321

Bar Centrale 0522 807131

Forno Gaspari 0522 807138

Feste o tradizioni legate all’autunno: Festa del Fungo di Civago, generalmente nella seconda domenica di settembre.

 

Cose naturali o culturali notevoli

Il paese è l'ultimo centro abitato che precede alcune delle più belle zone di boschi e praterie di alta quota del crinale reggiano: l'Abetina Reale, il Monte Prado. Situato alla sinistra del torrente Dolo, è uno dei più interessanti insediamenti appenninici reggiani, antico hospitale lungo la direttrice storica che attraverso il passo delle Forbici, quello delle Radici e San Pellegrino in Alpe, conduceva in Garfagnana e a Lucca, ancora oggi ricco di paesaggi che vanno dai coltivi intorno al paese, ai fitti boschi (castagneti, faggete, abetine) alle brughiere del crinale. Da Civago si raggiungono la già citata Abetina Reale, il m.te Prado, il m.te Cusna il p.sso Forbici e il m.te Giovarello e i rifugi alpini "Segheria" e "Battisti".

Il paese non presenta edifici di pregio particolare ma l’ambiente ed il paesaggio che lo circonda è di grande valore ed interesse. I borghi che compongono il paese sono ancora collegati da una rete di sentieri che attraversa luoghi suggestivi e sono di facile percorribilità.

Lungo questi sentieri si incontrano antiche strutture rurali e maestà databili dal XVIII agli inizi del XX secolo, si attraversano tratti protetti da lunghi muri a secco e lastricati, ci si può soffermare ad osservare il complesso sistema delle antiche colture a castagneto da frutto e le loro strutture edilizie di servizio (terrazzamenti e metati).

 

Accessibilità e dove, come, quando raccogliere

I castagneti sono generalmente in proprietà privata. Dove ci sono recinzioni o tabelle monitorie non è possibile accedere al fondo, l’accesso è consentito attraverso i sentieri esistenti sia CAI (segnali bianchi e rossi) o altri sentieri evidenti sul terreno.

 

La raccolta nelle proprietà private è vietata salvo consenso del proprietario.

 

E’ possibile accordarsi con la Cooperativa paese AltiMonti, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , 3471381117 per la raccolta delle castagne in terreni privati.

 

Sentieri escursionistici

Sentiero CAI 601, La Romita – P.sso Giovarello

Sentiero CAI 603, Civago – P.sso Forbici

Sentiero CAI 605, Case Civago – rif. Battisti

Sentiero CAI 607, Case Civago – m.te Cusna

Sentiero CAI 631, Case del Dolo – sella m-te Prado

Sentiero CAI 609, Sentiero dei Pastori

Sentiero CAI 690, Cadignano - Civago

Sentiero CAI 691, Rif. S. Leonardo - 00

sentiero partigiano segnato n.15, della solidarietà montanara' dedicato ai sacrifici di un territorio che ha offerto spesso riparo e rifugio alle formazioni partigiane, anche con la costituzione di un ospedale.

Strade forestali e vicinali.

 

Attività di educazione ambientale e visite guidate

Cooperativa paese AltiMonti, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.civago.it, 3471381117

 

Il castagneto

I castagneti di Civago sono localizzati in diverse zone tutt’intorno al paese, alternati ai coltivi ed ai pascolo, oggi per lo più abbandonati, in tutto il comprensorio della frazione.

La prima consistente area a castagneto che si ritrova provenendo da Villa Minozzo e l’area del Rio Rumale/Costarsa. L’altra zona di castagneto più estesa e quello che dal Mulino di Civago, si sviluppa intorno al Parco dei Principi e a monte della località La Romita.

Altri consistenti corpi di castagneto sono nel versante a monte della Loc. Case di Civago, lungo il versante sinistro del Dolo, sia a monte che a valle del Mulino, nella località I Canini tra i Torrenti Dolo e Riaccio ed a monte del centro di Civago in località Costetta.

Piccoli gruppi o piante isolate di castagno sono poi diffuse in tutta l’area intorno a Civago, lungo le sistemazioni dei pendii e negli appezzamenti un tempo lavorati o pascolati.

 

I castagneti sono diffusi da quota 850 m circa (fondovalle del torrente Dolo) a 1150 a monte della Loc. La Romita e della Loc. Case di Civago.

 

Le zone a castagneto in sinistra Dolo hanno prevalentemente esposizione a Nord, quelli in destra Dolo a Sud o Sud Est. Nella zona del Rio Rumale è invece prevalente l’esposizione ad Est o Nord – Est. I castagneti sono localizzati in aree che vanno dal sub pianeggiante al ripido. I suoli sono generalmente profondi e freschi, originatisi a partire da arenarie macigno.

Edifici rurali e manufatti collegati al castagneto: Tutta l’area è eccezionalmente ricca di sistemazioni con muretti a secco, mulattiere, metati e maestà.

 

In un area cosi vasta sono riscontrabili tutte le tipologie dei castagneti da frutto, da piccoli lembi di castagneto ancora attivamente coltivati, con piante distanziate dalla chioma globosa a cedui di castagno, originatisi in seguito all’abbattimento ed asportazione del soprassuolo da frutto.

La tipologia di soprassuolo più diffusa è però quella dei castagneti abbandonati, con ancora le piante da frutto, spesso secche o senescenti, in un bosco in cui le specie “invadenti” sono ormai dominanti. Tra le specie che sono entrate nei castagneti va segnalato: il faggio, particolarmente nei castagneti più alti; il pioppo tremulo, l’acero di monte, l’acero riccio, il frassino maggiore, il salicone ed il carpino nero.

 

Stato di conservazione(stato colturale e stato fitosanitario): la maggior parte della superficie è occupata dal un bosco di castagno con piante adulte o vetuste, molte piante morte in piedi e con la presenza invadente dei altre latifoglie.

Numerose superfici a castagneto abbandonato, sono state oggetto di interventi di blanda ripulitura (tipo conversione all’alto fusto) dieci anni or sono. Contestualmente sono stati eseguiti piccoli lavori di ripristino di muretti, mulattiere e sistemazione del metato di Costarsa e di alcune maestà .

Sono presenti numerose piante monumentali sia tra i castagneti che al bordo di campi e pascoli.

Varietà presenti: Garfagnina.

Citazioni del castagneto in documenti antichi o in letteratura: Civago è citato da Giovanni Pascoli nei Canti di Castelvecchio, nella seconda quartina de “La partenza del boscaiolo”.

La località ed il suo castagneto sono citati da Filippo Re ne “Viaggio agronomico per la montagna reggiana” del 1800.

 

 

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