Sabato 24 Feb 2018
 



Le varietà di castagne

Al presente in Italia sono presenti circa 300 specie di castagno che danno origine ad altrettante tipologie di frutto.

La distinzione più evidente e nota, sia in passato, che oggi è appunto quella tra il marrone e la castagna. Già nel 1939 esisteva un regio Decreto che distingueva i marroni dalle castagne. Le castagne non sono molto grosse, schiacciate da un lato, buccia resistente e colore bruno scuro con polpa saporita. I marroni sono più grossi, un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti, hanno forma a cuore con buccia striata di colore marrone chiaro e polpa dolce, il frutto è privo della pellicina interna alla polpa. Da queste caratteristiche distintive ne derivano le diverse destinazioni di utilizzo che ne venivano date già dall’antichità. Mentre il marrone era destinato al consumo e alla vendita come frutto, le castagne, soprattutto le più piccole e scarse di polpa venivano sottoposte a trasformazione come farina o come prodotto essiccato per permetterne una migliore conservazione, soprattutto tra la stagione del raccolto e quella successiva.

Nell’Appennino modenese e reggiano le qualità più diffuse sono: Biancherina, Carrarese, Ceppa, Loiola, Mascherina, Molana, Pastinese, Pistolese, Rossola, Salvano. Queste varietà sono iscritte nel registro Regionale delle risorse genetiche agrarie.